mercoledì, 28 dicembre 2005
Giorni di Travaglio



In giornate come queste, dove le notizie diventano inestricabili come gineprai, dove senti l'esigenza di capire, senza averne le capacità, cerchi un barlume di chiarezza. Scavi tra i miliardi di documenti, pagine, parole, testi , per trovare qualcosa che, in qualche modo ti possa rinfrancare, rassicurare.

Ho cercato e trovato Marco Travaglio.

Travaglio mi piace perchè non piace alla destra del boss di Arcore: è l'unico ad aver capito da dove arriva Berlusconi.
E mi piace perchè non piace nemmeno alla sinistra: dice di trovare molto strani, e ne spiega i motivi, i tanti "inciuci" che legano un governo (di entrambi gli schieramenti) ad un'opposizione (di entrambi gli schieramenti).

E' stato difeso dal nuovo direttore de L'Unità, Antonio Padellaro, in questa intervista rilasciata ad Antonio Sabelli Fioretti. Padellaro spiega che piace tanto ai lettori, alla cosiddetta "base", ma risulta inviso al "partito". I sentimenti che suscita sono così stridenti che i suoi scritti sono costati il posto da direttore a Furio Colombo. Ma fa vendere tante copie del giornale che, fino a pochi anni fa, faticava a rastrellare inserzionisti.

Ha una capacità analitica, una memoria ferrea ed un eloquio tagliente. Alcuni esempi, molto recenti, li ho trovati qui.
Ho letto alcuni suoi libri ed ho partecipato a qualcuno dei suoi incontri/dibattito. Si capisce cosa dice e, coi tempi che corrono, solo questo sarebbe sufficiente a spegnere la tivu per andarlo a sentire.
A questo proposito, per chi fosse interessato, e fosse della zona, Marco Travaglio sarà ospite di un'associazione socio-culturale della provincia di Torino, il "circolo Berlinguer". 11 Gennaio 2006, alle ore 21. Borgaro Torinese. Via Diaz 15.

Un piccolo compendio di una delle sue ultime presentazioni del libro, l'ho trovata qui.

Non dobbiamo lasciarci tentare dal qualunquismo, ma non possiamo nemmeno foderarci gli occhi e sposare cause che sono tutto, fuorchè nostre.

PS:
Piccola chicca di amarcord, scritta da "Berlusconi" a Marco Travaglio nel 2002.
postato da: sbarda alle ore 10:29 | Permalink | commenti (4)
categoria:politica, libri, blog, cronaca, società
venerdì, 23 dicembre 2005
Che giornale, il Giornale!!



Devo ammetterlo, il Giornale, diretto da Maurizio Belpietro, è davvero un gran bel quotidiano.
Ci sono penne illuminate che tracciano i solchi dell'informazione libera e liberale. Basta sfogliarlo, o navigare tra le pagine, nel caso della versione web, per intuire quali siano le direttive editoriali.
Innanzitutto, nell'edizione di oggi, l'accanimento è tutto su Massimo D'Alema (1 - 2 - 3 - 4 - 5). Il "Leader Maximo" (usano questo divertente gioco di parole), sarebbe colpevole di impegnare il suo lauto stipendio da parlamentare europeo in ben 3 mutui!! Addirittura, calcolano Emanuela Fontana e Paolo del Debbio, la sua esposizione sarebbe per ben 11.500 euro al mese. 8 mila euro uscirebbero per il leasing della sua barca e, i restanti 3 mila e 500, andrebbero a pagare i mutui di 2 alloggi.
Per non rischiare di sembrare patetici, a condimento di queste "Notizie", infilano nel mezzo alcune mezze allusioni a Consorte ed al caso Unipol.
Che i parlamentari sia Nazionali, sia Europei, guadagnino vergognosamente è un dato di fatto.
Il pagare lautamente chi dovrebbe lavorare agli interessi dei cittadini è un principio vecchio: arriva dall'antica Roma. Si pensa che, pagando tanto un rappresentante, questo possa essere meno incline a farsi comprare, svendendo così la propria "autonomia" decisionale.
Quindi, se D'Alema riesce a pagare 11mila e 500 euro al mese per vari beni mobili ed immobili, fa rabbia, fa invidia, specie in un paese dove si fatica ad arrivare alla fine del mese.
Questo fatto, però, di per se, non costituisce un reato.

I reati sono ben altra cosa.
E' un reato che chi sta nella stanza dei bottoni, sia anche chi gode delle decisioni prese (notizia peraltro assente sul Giornale online).
E' un reato che, col gioco dei condoni edilizi, e con la scusa della "sicurezza dello Stato", ci si affranchi nel militarizzare e cementificare mezza Sardegna, distruggendo oasi protette, ricche di fauna e flora, solo per costruire reggie sontuose.
Ed è un reato che si costruisca un impero commerciale con soldi la cui provenienza non solo è dubbia, ma anche oggetto di indagini che hanno portato alla condanna dei personaggi più vicini al boss di Arcore.
Questi, sono reati.

postato da: sbarda alle ore 09:40 | Permalink | commenti (12)
categoria:politica, blog, cronaca, costume, società
mercoledì, 21 dicembre 2005
I Furbetti e i Corrieri



Normalmente la gallina che canta è quella che ha fatto l'uovo.
In questo caso, il sottosegretario che si scaglia contro le intercettazioni è quello che, per spirito liberale, spiffera agli interessati di essere sotto osservazione.
Da questo pensiero, stamattina, sono partito per andare indietro di qualche anno, a sfogliare l'album dei ricordi.
In un' intervista del 6 dicembre 2005, sul Corriere della Sera, Stefania Prestigiacomo si spertica nelle lodi a Gianfranco Miccichè. Da alcuni oppositori definito il vicerè della Sicilia.
Miccichè, qualora il tanto amato Toto' Cuffaro decidesse, bontà sua, di non ripresentarsi per la presidenza della Regione, potrebbe essere il candidato per la Cdl alle prossime elezioni.
Gianfranco Miccichè, classe 1954, esponente potente di Forza Italia in Sicilia, con base a Palermo, qualche anno fa è stato coinvolto nel cosiddetto "Cocaina-connection" (2 - 3). In pratica, Miccichè si faceva comodamente consegnare la coca al dicastero dell'economia e delle finanze e, beffa delle beffe, faceva anche aspettare il denaro al suo "fattorino" Martello.
Ora, visto che in Italia, ultimamente, ogniqualvolta qualcuno fa notare queste incongruenze tra condotta morale e carica istituzionale, si grida al "giustizialismo", vorrei informare i futuri elettori siciliani di chi è il nome che probabilmente troveranno sulla scheda elettorale ad Aprile.
Queste persone "amiche di amici", proprio per i poteri di cui sono investiti, difficilmente finiscono dietro le sbarre. Ci sono troppi giri, troppi servi pronti a scondinzolare per un biscotto lanciato dal padrone.
I più, però, i cittadini probi, quelli che non consumano cocaina, quelli che, anche se intercettati non avrebbero nulla da nascondere, quelli che non hanno amici che ricevono appalti multi miliardari, ebbene, queste persone sono tenute a non sbagliare. Non sprecare il voto. Non farsi travolgere dai colori, dimenticando le persone che li indossano.
Abbiamo capito ormai che la differenza tra governo ed opposizione è più sottile di quel che sembri.
Abbiamo capito che tra un partito e l'altro, spesso, ci sono accordi trasversali, segreti, che vanno contro il buon senso ed il principio che c'e' alla base della democrazia. I politici sono persone a cui viene demandato il compito di governarci. Ci devono dare l'esempio!
Facciamo loro capire che abbiamo imparato a leggere e che le cose, prima o poi, cambieranno.
postato da: sbarda alle ore 11:59 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, blog, cronaca, società
martedì, 20 dicembre 2005
Il Nano di Rubik



Ieri sera mi sono sorbito "Porta a Porta".

Ascoltare il boss di Arcore è come per un italiano ascoltare le preghiere mattutine di un muezzin dal minareto:  inestricabile, univoco e dogmatico.

Non entro nello specifico: sarebbe problematico e, soprattutto, imbarazzante. Mi concedo solo un paio di considerazioni.
Nella migliore tradizione berlusconiana, forte della conferenza/regalo che il boss ha fatto a Vespa qualche giorno fa, la trasmissione, la scenografia ed il livello degli ospiti è stato tra i più addomesticati.
Stretto tra due file di sedie, per dare l'immagine dell'agone in cui lotta, il nano ha pontificato per tutta la trasmissione, spalleggiato da Vespa, con la tacita complicità degli ospiti/giornalisti Marcello Sorgi e Antonio Polito.
La parte del Giornalista, addirittura, l'ha recitata Vittorio Feltri che, recriminando sulla non approvazione della legge per depenalizzare la diffamazione a mezzo stampa, ha accusato bellachioma di riuscire in un lampo a far approvare le leggi che lo riguardano, mentre rimane schiacciato da venti di dissidenza nella maggioranza per tutte le altre leggi. Incredibile.
Tra le scene più imbarazzanti, c'e' stato il tentativo di Vespa di contestare Diego della Valle quando ha lamentato una politica di spremitura nei confronti delle picocle e medie imprese che, di questo passo, sono destinate a scomparire. Vespa guaiva e piagnucolava con gli "ad onor del vero..." e i "sia giusto...". Della Valle lo ha ignorato, ha terminato il suo ragionamento e Berlusconi s'e' infuriato.
E quando s'infuria, tende a dimenticare di non essere sempre solo in mezzo ai suoi adepti, ma che ci sono anche altre persone che ascoltano. Infatti, secondo lui, il "trono" gli spetterebbe di diritto. Mah...
Il leit-motiv della trasmissione non era il fuoco di fila di domande. No. Semmai il copione prevedeva che il Berlusca prendesse una parola a caso di cio' che veniva detto per poter partire a braccio, senza argini. Sciorinava dati, percentuali e imprese a mani basse. Il tenore delle affermazioni era "abbiamo fatto tante cose...", "sono stati presi vari provvedimenti...", "un sacco di cantieri....". Senza entrare nello specifico e senza replica. Le uniche certezze inamovibili che ci propinava erano le percentuali precise al decimo: la specialità del boss. Nessuna fonte, nessun metodo di controllo, nessuna possibilità dei replica o smentita.
Insomma, se fossi andato a dormire ad un'ora decente, avrei fatto una cosa migliore. Buonanotte.
postato da: sbarda alle ore 09:42 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, blog, televisione, cronaca, società
domenica, 18 dicembre 2005

Chi di calci ferisce...

Sul treno Torino-Milano di ieri sera, l’europarlamentare Mario Borghezio è stato QUASI linciato da alcuni antagonisti.

Mario Borghezio
il leghista che, in campagna elettorale, più affamato di visibilità delle Lecciso , anziché ripulire le strade o le spiagge dai rifiuti urbani, veniva accompagnato da “squadre” di suoi affini culturali, per andare sui treni ad ingiuriare e a disinfettare i sedili occupati dalle persone di colore.

Mario Borghezio l'europarlamentare che, durante un discorso del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, insieme al suo amico Speroni, hanno pensato bene di sventolare la loro bandiera verde e bianca davanti a tutti gli altri Europarlamentari, al solo scopo di ribadire quanto sappiamo essere provinciali.

Mario Borghezio la vittima, l’uomo che, nei suoi comizi leghisti, tappezzato di merchandising leghista peggio delle fan sedicenni di una boy-band, inneggiava a “calci nel culo” per poter cacciare “i bastardi dalle barbe a punta”.

   

Questo è Mario Borghezio.

Gli antagonisti non mi piacciono affatto, perché sono violenti e provocatori tanto quanto la “vittima” di questo episodio. Ma c’e’ un segnale in questo episodio.

La violenza porta sempre ad altra violenza e, finchè persone come Mario Borghezio, potranno istigare milizie di ignoranti ad usare la violenza per combattere qualunque forma di diversità da loro, non sprecherò nemmeno una goccia della mia solidarietà.

Semmai, la mia solidarietà va ai due poliziotti che, sebbene abbiano tentato di dissuadere gli intenti provocatori del leghista, hanno fatto da scudo a Borghezio per proteggerlo dalla gragnuola di pugni e calci indirizzati a lui.
Loro non sono europarlamentari, non ricevono quegli stipendi e, più spesso di quanto dovrebbe essere in una società civile, si ritrovano ad obbedire ad ordini assurdi.

postato da: sbarda alle ore 14:44 | Permalink | commenti (9)
categoria:politica, blog, cronaca, costume, società
giovedì, 15 dicembre 2005
Markette



L'unico giornalista italiano equilibrato e bi-partisan (auto-definitosi), durante la presentazione del suo ultimo libro ha ospitato il nostro caro Presidente del Consiglio. Vespa e i suoi libri sono stati solo il condimento. La portata vera e propria, per non smentirsi, l'ha portata il Premier.

Bisognerebbe dedicare un post ad ogni singola riga di quanto detto durante la conferenza stampa. Oppure, se noi tutti ne avessimo la possibilità, dovremmo istituire delle class-action e querelare Berlusconi per ingiurie, diffamazione, minacce, spergiuro, circovenzione d'incapaci e quant'altro. Ma non la spunteremmo, comunque.

Nel miglior stile da "cummenda", col sorriso da botulino, ha dedicato alla platea di giornalisti muti e sordi, il proprio corollario di convinzioni e verità. Gli sembra impossibile che l'Italia e gli italiani possano essere così stupidi da votare per chi, quando c'era il muro, stava dalla parte sbagliata. Riesce a rimanere serio anche quando dice che, nel caso di vittoria del centro sinistra, in Italia non ci sarebbe proprio una dittatura, ma, quantomeno, una forma amorfa di democrazia. Il loro (suo e di Vespa) rimanere seri deriva dall'allenamento e dalla pratica. Dalla notte dei tempi, i duetti di attori comici, dopo aver provato e riprovato le stesse commedie, non ridono più delle proprie battute... e questa coppia è affiatata. Si sa.
La kermesse marchettara s'e' conclusa con le solite minacce ai dissidenti, interni alla coalizione o appartenenti all'opposizione.
Nulla di nuovo, insomma.

Ora. Detto questo, 
mi piacerebbe che Prodi insieme ai leader del centro sinistra non commettano il solito errore. Che non rispondano, che non commentino. Che si rendano conto che da 5 anni a questa parte Berlusconi, Vito, Nania, Bondi, Gasparri, LaRussa e compagnia starnazzante hanno trasformato la politica (di per se già in condizioni gravi) in una sequela infinita di riunioni condominiali. Urli, insulti personali, recriminazioni infantili e così via...

Che non accetino di battersi su questi terreni. Berlusconi dice che è stupido chi vota a sinistra? Che Prodi risponda che stupido è chi crede che la riforma elettorale non sia una trappola. Che ribadisca i progetti programmatici per il nuovo governo. Che dica che il benessere potrà essere portato in Italia, ma non sarà facile e non sarà subito... insomma... siamo in tanti a non credere più alle favole.
Forse, di stupidi, ce ne sono meno di quanti creda il "cummenda".
postato da: sbarda alle ore 09:49 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, libri, blog, cronaca, società
mercoledì, 14 dicembre 2005
AA(meno) Ripresa cercasi



I Comunisti internazionali si sono fatti sentire nuovamente. E nuovamente hanno sputato il loro fiele sul nostro bel paese. Ben governato. Prospero. Che traghetterà tutti noi tra i paesi più ricchi del mondo civile ed occidentale.

Nonostante gli sforzi profusi per sanare i drammi creati da 45 anni di malgoverno, nonostante l'Italia sia in mano a beceri sinistroidi che dominano i mezzi d'informazione, le università, la magistratura, i patronati, i pensionati propagandisti, muovono le masse, sprecano il denaro di tutti, hanno il comando delle Regioni, il nostro buon boss non riesce a spiegarsi. Il suo, nei confronti degli italiani e dell'Europa (e del mondo?) è solo un problema di comunicazione. Non riescono a farsi dare atto di tutto il bene che hanno portato nelle nostre vite. Peccato.

Purtroppo però, i problemi non arrivano solo dai comunisti di Repubblica e dell'Economist. Ci sono anche quei comunisti di Standard&Poor che ci hanno dato doppiaAmeno. Ma si puo?? Nel giudizio trincerato contro i nostri illuminati statisti, dicono che in Italia non c'e' stata traccia di riforme strutturali. Nesuna traccia?!?! E questo manifesto??



Evidentemente quelli di S&P non passeggiano per le strade italiane. E' difficile non vedere questi manifesti. E poi, in un paese così tappezzato, con quello che costano oggi i manifesti, puoi pensare che le cose vadano male?? Siamo seri, su!!

Le bacchettate sono state date anche (a priori) al nuovo ipotetico governo di centro sinistra. Kraemer di S&P sostiene che, vista la composizione eterogenea della compagine di Prodi, sarà difficile che il nuovo schieramento possa assumersi l'onere di decisioni coraggiose e radicali.
Mah... questi di S&P saranno anche comunisti, ma a me non paiono sciocchezze le cose che hanno detto.
Molti punti emersi nei report della conferenza stampa, si avvicinano molto alle denuncie e alle idee che, tra i blog che leggo, ogni giorno ci scambiamo.
Perchè noi bloggers non ci candidamo alle prossime elezioni??

postato da: sbarda alle ore 16:19 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, blog, cronaca, costume, società
martedì, 13 dicembre 2005
Mi condoni, Padre, perchè ho peccato!!



A questo punto spero che questa finanziaria venga approvata.  Almeno si chiuderà questa spirale volta al peggio. Non hanno limiti.

I soldi ci sono o non ci sono?? Che senso ha transare sugli accertamenti fiscali già in corso in cambio del 30% del dovuto?! Nessuno. Che senso ha aggravare il già vergognoso strumento del condono fiscale?! Ovviamente, nessuno!

Il ridicolo però, non è nemmeno nel condono, concordato o transazione che siano. No.
Chi ha una Piccola o Media Impresa, come per i passati condoni, si renderà conto che queste manovre sono fruibili solo da chi ha fatto i soldi. Chi ha lavorato. Chi ha incassato. Ma chi ha visto migliorare la propria situazione negli ultimi anni?? I soliti amici di amici, of course. E tutti gli altri?

Gli altri non potranno aderire ai condoni e concordati (richiedono uno sforzo di liquidità che, francamente, negli ultimi tempi è un po' venuta a mancare) e si vedranno così sottoposti ad accertamenti, sequestri, contenziosi ed affini.

Davvero, un bel paese libero. Chi diceva che le tasse devono essere pagate da tutti, per pagare meno tutti quanti?!?!

Fortunatamente, almeno, l'Ici la Chiesa non dovrà pagarla solo per il prossimo anno. Per quelli precedenti, continuerà a non pagarlo ma, almeno, in maniera abusiva. Tanto poi, condoneremo tutto quanto!!
postato da: sbarda alle ore 12:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, blog, cronaca, costume, società
mercoledì, 07 dicembre 2005
La Notte dei Manganelli




Ricevo, copio e incollo (con qualche difficoltà) la ricostruzione della notte di Venaus.
E' per tutti coloro che non riceveranno queste informazioni, ma che sono interessati a vedere i fatti da un punto di vista non digerito e preconfezionato.
E' per tutti quelli che pensano che in un paese civile le dissidenze non si zittiscono coi manganelli.

Si subdorava che sarebbe finita in modo violento, ma mai come sta finendo in queste ore.

I presidianti di quello che è stato soprannominato il villaggio gallico questa notte, passata la grande affluenza e le grandi feste a base di sci di fondo, balli occitani e vin brulè del week-end, sono solo più una cinquantina di turno questa notte.

Che non sarebbe stata una notte normale lo si poteva pensare, qualche avvisaglia c'era. Infatti ho fatto circolare un sms in serata avvisando tutti di tenere i cellulari accesi e a portata nella notte. Un amico era
su ed aveva istruzione di dare l'allarme a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Non vado a dormire tranquillo.

Alle quattro la chiamata: "sono a Venaus, stanno picchiandoci tutti a sangue"

Si fanno partire tutti gli sms alle persone operative. Ci si sente per trovarsi all'ospedale di Susa. Ci si veste e via, nella notte.

A Susa vediamo arrivare un'autoambulanza inseguita da due pattuglie digos. Entriamo nel pronto, c'è un'infermiera e quattro carabinieri armati di tutto punto con in bella mostra una sbucciatura a testa. Uno parla: "ci hanno aggrediti" e giù tutti e quattro a ridere. Discutiamo animatamente, appoggiati dall'infermiera, e ce ne andiamo verso Venaus.L'unica strada libera viene da Giaglione. Polizia ovunque. Sono le 5 e qualche centinaio di persone si assiepa davanti ai militari in assetto antisommossa. Lontane le urla strazianti dei presidianti. Telefono all'amico assediato: racconta che sono circondati nel prato. Alle 3.30 è
partito il blitz: le forze dell'ordine hanno svegliato a calci e manganellate sulla tenda chi dormiva nella tenda. Il vicequestore Sanna, in preda a delirio da coca o amfetamine, sale su una ruspa e sprona il macchinista contro la barricata con la gente sopra, urlando gli uomini "ammazzateli tutti" (registrato con un telefonino, spero che quell'uomo possa pagare per quello che ha fatto). A quel punto gli assediati sono in
due gruppi in due prati, stretti e colpiti ripetutamente da manganellate e calci, a difendersi con le mani in alto. Le ambulanze dopo un'ora finalmente permettono di soccorrere i feriti. Giornalisti manco a dirlo tutti assenti. Un signore conosciuto al presidio con cui abbiamo fatto mezza giornata di pulitura dei prati dai rifiuti di plastica, una delle persone più pacifiche che abbia mai conosciuto, è stato duramente colpito in testa ed alla nuca. Arriviamo che il cordone della polizia si stringe di colpo contro di noi per fare passare i mezzi di rinforzo per massacrare ancora i 50 poveracci ostaggi nei prati. Non ci muoviamo e stiamo con le mani in alto. Quello davanti a me con lo scudo inizia a spingere con violenza e quelli dietro a colpire con il manganello. Schivo i colpi, ma la rabbia è infinita. Pensionati iniziano a lanciare sassi, tutti colpiscono a calci il pullman. Le botte aumentano, poi passati i mezzi si fermano. Arrivano gli assediati, rilasciati. Il terrore è
nei loro occhi, molti sragionano e quasi tutti hanno preso botte. La gente è sempre più inferocita, gli sms girano per tutta la valle. Un signore con il cappello da alpino colpito nella carica si contorce a terra
per mezz'ora, poi la polizia lascia passare i barellieri ma non l'ambulanza, lontana. Nella giornata si susseguiranno le voci di un coma, ma per conoscenza scopriamo che non è vero. In molti abbandoniamo Venaus, tutte le fabbriche, le scuole, i negozi sono in sciopero. Si organizzano i blocchi: autostrada a Venaus: arrestati tutti subito. Bussoleno strade e ferrovia Susa autostrada S. giorio autostrada Avigliana ferrovia Almese autostrada.

Noi andiamo a Bussoleno.
C'è gente che prepara barricate, la polizia arriva, poi si ritira, poi arriva dall'altra parte. Qui c'è una barricata, arrivano armati fino ai denti, si fermano dietro alla barricata. Iniziano a sradicarla.Qualcuno butta palle di neve, poi due copertoni, poi la carica su donne, uomini, vecchi con le mani alzate. Chi ha la macchina fotografica viene colpito all'apparecchio e poi alla testa. Una coppia di ragazzi sui 35 anni (lui e lei) rimangono in mezzo, pestati da 4 poliziotti evidentemente sotto l'effetto di droghe. Tutti accorrono, gridano, le prendono. Botte, botte, botte. Arrivano notizie dagli amici di pestaggi violenti a San Giorio, Avigliana (voce di un morto, da confermare), Susa, Almese, con i parroci in testa. Barbara Debernardi, sindaco di condove, ha la faccia nera per i pestaggi sul naso. Arriva notizia che i pensionati a San Giorio stanno facendo barricate sull'autostrada abbattendo alberi e guardrail. Hanno bisogno di aiuto, moltissimi accorrono. Ora
(16.28) sono qui per far sapere al mondo ciò che sta accadendo, amici sono a San Giorio, dove mi dicono che continuano le cariche ed i pestaggi sulla popolazione inerme, migliaia di persone.

Fate girare, per favore. Il tutto sta avvenendo nel silenzio dei media, complici, con l'assenso di buona parte delle forze politiche ed il colpevole silenzio di quasi tutti i nostri concittadini italiani. Per un'opera pericolosissima per la salute (vedi www.legambientevalsusa.it ), inutile per i trasporti (vedi articolo di Marco Boitani su lavoce.info, riportato sul sole 24 ore e corriere della sera) ed utile solo a rubare
agli italiani l'equivalente di 4 ponti sullo stretto, da parte di cooperativa rosse (CMC, ravenna), FIAT, ENI, rocksoil (della moglie del ministro Lunardi, scava in Francia)

VERGOGNA!
postato da: sbarda alle ore 18:54 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, blog, cronaca, società
mercoledì, 07 dicembre 2005
Il Nano Segreto



Sciascia ne "il giorno della Civetta", suddivideva le persone in 5 categorie. Queste andavano dall'uomo al quaquaraquà.
I componenti di quest'ultima categoria erano così definiti proprio a causa del loro starnazzare incessante, caotico e sconclusionato.

Indovinate un po' a quale quaquaraquà mi riferisco??

Non è molto alto. E' sicuramente capace di gestire i propri affari, ma totalmente incapace di badare ai bisogni dei suoi concittadini. Ha la mania di fare il buffone in lungo e in largo per il mondo. Si accompagna ai potenti, ma lo fa nel modo in cui un coatto, alla presenza di un giocatore di calcio suo mito, gli chiederebbe di farsi fare una foto col telefonino.

Ebbene, quest'uomo è stato scaricato per l'ennesima volta dai suoi alleati. E non tra le righe, no, lo hanno fatto subito dopo che, insieme al Primo Ministro spagnolo, aveva negato l'esistenza di basi ed operazioni clandestine della Cia in Italia. La Cia ci tiene a precisare che il "rapimento" di Abu Omar è stato portato a termine con la collaborazione del Sismi.

Il sistema della negazione paradossale puo' funzionare solo in Italia. Solo da noi, con questo tipo di informazione e di giornalismo.
Un esempio: uno dei ministri del Nano, nonostante le immagini diffuse, nonostante gli ospedali della Valle siano pieni di feriti e contusi, continua a dire che ieri mattina, in Val Susa, non hanno usato i manganelli.

Probabilmente ci siamo confusi tutti quanti: non erano manganelli, erano dei mazzi di girasole, sventolati per dare un po' di colore alle divise dei polizziotti.
postato da: sbarda alle ore 09:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, blog, cronaca, societÃ