martedì, 24 gennaio 2006
La Balcanizzazione

I bambini, specie quelli di età compresa tra i 3 ed i 5 anni, hanno una strana, in qualche modo fastidiosa, abitudine: quando si gioca con loro, non vorrebbero mai smettere. Ti dicono "ancora!! ancora!!". Tu puoi dire loro "L'ultima volta, eh!!", ma loro non smetterebbero mai. Sono bambini.
Stessa cosa sta accadendo in questi giorni col monarca nano.
Ci aveva promesso che le camere sarebbero state sciolte a fine gennaio. Che il voto sarebbe stato al 9 aprile e che, insieme al suo governo illuminato, ce lo saremmo finalmente tolto dalle palle. Dai bambini ci si puo' aspettare che non rispettino le parole date, ma dai mafiosi (anche se d'altezza analoga a quella dei fanciulli), no (V.Articolo).
Ciampi, ultimo baluardo della legalità in Italia, sta combattendo una battaglia solitaria. Respinge leggi incostituzionali, preme sulle scadenze istituzionali, ammonisce.
Prodi, che l'avevamo lasciato in balia delle maree della compagine che rappresenta, è l'unico, al momento, a rispondere a tono a tutti gli insulti che piovono da destra. Non s'e' mai fatto una legge ad personam, e l'ha detto. Quando si è indagato sui suoi trascorsi, è stato prosciolto per inconsistenza totale delle accuse ed estraneità ai fatti.
Certo, la magistratura è rossa, e non tutti i giudici si chiamano Renato Squillante. Per fortuna ci sono ancora giudici che non chiedono i bonifici dall'estero per decretare l'innocenza di una persona: hanno ancora la malsana abitudine di guardare ai fatti.
Il nano ci sta lavorando: se i giudici applicano le leggi, e non possono essere corrotti tutti, allora sono le leggi a dover essere cambiate. Prescrizioni, conflitto d'interessi, condoni, priviliegi alla chiesa, scudi fiscali, falsi in bilancio, lodo maccanico, legge Gasparri, legge ex-cirielli, legge pecorella, rogatorie internazionali: una rapsodia casuale, e purtroppo incompleta, sulle nefandezze degli ultimi anni.
Hanno lasciato in balia di correnti di dissidenza interna le decisioni sui temi importanti per l'Italia, per le persone normali che vivono in un paese mal governato: le pensioni, l'occupazione, l'istruzione, la sanità, le finanze. Tutte "riforme" truffa che ci hanno impoverito culturalmente ed economicamente.
Ora, a pochi giorni dall'agognata fine, sembra che anche il centrosinistra cominci ad alzare i toni (e non è un male, anzi, avrebbero dovuto farlo prima). Finalmente ieri sera D'Alema ha "parlato" come dovrebbe fare chi denuncia una società allo sfascio. Certo, non ha detto tutto, ma almeno è stato un inizio.
Mandiamoli a casa: puzzano!!!
lunedì, 23 gennaio 2006
La Rai che vorrei...
Ieri s'e' consumata l'ennesima baruffa patetica che tanto piace alla tv italiana.
In diretta su rai uno, alle due e trenta del pomeriggio, due fini pensatori moderni si sono insultati a colpi di "Pur di fare successo, passeresti sul corpo di tua madre" e di "ti uccido, ti spacco il collo e ti stacco la testa"...
Che schifo... è quasi imbarazzante parlarne... fortunatamente per me, nel momento in cui si consumava la "tragedia", avevo di meglio da fare.
Questa mattina, comunque, sui giornali, c'e' profusione di dettagli e riferimenti (qui trovate il video).
Non voglio commentare il dettaglio della bagarre, voglio semmai ricordare, a quanti distratti (giustamente) da cose più importanti, che questo stesso "governo rai" non si è mai tirato indietro di fronte alla spazzatura, anzi, ci sguazza: sgallettate, scontri, risse, insulti e bestemmie sono all'ordine del giorno nei palinsesti rai, specie in "fascia protetta", dove ci sono i bambini davanti alla tv.
Il moralismo, la serietà dei contenuti ed il senso di responsabilità verso i minori invece, trova ampio spazio ed appoggio nel momento in cui si decide di sopprimere programmi come "il teatro in Italia" di Dario Fo e Giorgio Albertazzi, oppure il "Moliere" di Paolo Rossi. Che, peraltro, avrebbero dovuto essere trasmessi a notte fonda...
Altro punto per il programma del nuovo governo: mandate tutti i vertici Rai (compresi CdA e Vigilanza) a lavorare, il giorno dopo le elezioni!! Grazie.
giovedì, 19 gennaio 2006
Per chiarezza
L'assurdità delle dichiarazioni del nano; il vergognoso battage mediatico a cui sta sottoponendo noi tutti; la dimostrata falsità delle insinuazioni che fa a carico dei rivali politici; l'imbarazzante servilismo, mutismo e stupidità dei "giornalisti" che hanno il dubbio onore di ospitarlo nelle varie trasmissioni; l'assoluta inefficacia delle proteste del centro-sinistra che, come già visto, si arroccano sempre in posizioni "difensive", perdendo occasioni su occasioni per sbugiardare il boss in diretta nazionale; lo schifo e lo sdegno che mi ammorba all'idea che si possa pensare che TUTTI siamo come i personaggi di cui sopra, mi hanno spinto ad eseguire qualche ricerchina.
Di seguito, un documento un po' datato, ma attuale per temi e "capi d'imputazione". Questo documento, firmato da Paolo Sylos Labini, Enzo Marzo ed Elio Veltri, con la collaborazione di "Gli Stati Uniti d'Europa", "Fondazione Critica Liberale" e Marco Travaglio, fu distribuito agli europarlamentari alla vigilia del semestre italiano, presieduto dal suddetto nano vergognoso.
Nel documento, in perfetto ordine, sono riportati i processi che hanno visto coinvolto, come imputato, il nostro attuale Presidente del Consiglio della Repubblica (per usare la definizione di Luca-servo-Giurato).
Ne riporto alcuni stralci, consiglio comunque la lettura integrale... per chiarezza, appunto!!" Non si creda che la maggior parte degli italiani sia consapevole di quanto sopra illustrato. Come è noto, il capo del governo italiano controlla direttamente, essendone il proprietario, le tre televisioni private del gruppo Mediaset, e, tramite la sua maggioranza parlamentare, le tre reti pubbliche della Rai. L’informazione politica della quarta televisione privata (La 7, non di proprietà di Berlusconi) è affidata quotidianamente a Giuliano Ferrara, ex-ministro del Primo governo Berlusconi e direttore del “Foglio”, quotidiano di proprietà della moglie di Berlusconi. L’attuale maggioranza ha eluso una sentenza della Corte costituzionale italiana, che aveva stabilito che Berlusconi non potesse disporre di tre, ma al massimo di due reti televisive terrestri. Insieme, Mediaset e Rai coprono il 97% dell’informazione televisiva italiana ed entrambe, secondo l’Authority delle Comunicazioni, hanno superato i limiti stabiliti dalla legge sulla raccolta pubblicitaria (Rai, oltre il 30%, Mediaset, oltre il 56%).. Dopo che egli stesso ne aveva pubblicamente chiesto il licenziamento in una conferenza stampa tenuta in Bulgaria, la Rai (la televisione “pubblica”) ha cacciato i conduttori di tre importanti trasmissioni televisive. Berlusconi controlla inoltre (anche tramite i suoi stretti congiunti, per eludere la normativa antitrust) gran parte dell’informazione stampata."
[...] " Il risultato è che gli argini sono abbattuti, e sono in corso manovre tendenti a cambiare la legge sull’ordinamento giudiziario, per portare la magistratura italiana sotto il controllo del potere esecutivo (direttamente i magistrati della pubblica accusa, indirettamente, attraverso un controllo ministeriale sulla formazione e sulle carriere, i magistrati giudicanti)."
Questo era il 2003. Oggi, almeno da questo punto di vista, possiamo dire che il boss di Arcore, ha mantenuto fede a tutti gli obbiettivi prefissati.
martedì, 17 gennaio 2006
PACS Nobiscum
A rompere le uova nel paniere dei cardinali, dei benpensanti, dei moralisti e di tutti gli ipocriti che oggi levano gli indici a segnare la via, è arrivato l'Eurispes.
Che non è diretto da Clemente J.Mimun (Grazieaddio!!) nè, tantomeno, dal Cardinale Ruini (la dimostrazione che, forse forse, lassù, qualcuno c'e'!!).
Il tam-tam mediatico che ha scandito questa "rivoluzione" della società, lo svilimento dei valori morali e cristiani, lo sdoganamento delle unioni omosessuali, non ha fatto presa sulla gente (1 - 2 - 3). Sulle persone normali, che vivono nella società reale. C'e' da dire che non ci sono ancora state le elezioni e, pertanto, le riforme sono solo a parole... ma si sa, in Italia si parla tanto...
Viviamo in un paese governato da ipocriti. Di tutti i colori. S'appellano ai principi morali, alla difesa del sacro istituto del matrimonio e poi, ovviamente, per se tengono una legislazione a parte.
Non ci sono tante parole.
venerdì, 13 gennaio 2006
Cosa succederebbe se...?
A seguito delle sue anticipazioni nella tarda serata di mercoledi (V.filmato), il nano ha deciso di andare a raccontare ai giudici cosa sa su Unipol che loro (e gli altri) non sanno (1 - 2). Già solo per il fatto che, imprendibile per tutti i suoi guai giudiziari, si faccia garante della legalità per stracciare il velo di omertà che avvolge i comunisti, dovrebbe far riflettere a fondo. Ma non è solo questo.
Ci sono almeno due scenari ipotetici che riguardano la performance di Beautifulhairs in Procura.
Caso A: è andato dai giudici. Ha detto loro di non sapere nulla di rilevante. Li miniaccia sul fatto che, se fanno trapelare qualcosa sulla sua non-deposizione, li manda a dirimere gli appelli ad Amici di Maria de Filippi (e lo farebbe: non perdona i dissidenti!). Loro (i giudici) abbozzano. Lui (bellicapelli) esce tronfio e comincia a scuotere la testa, imitato da Ghedini, davanti ai giornalisti. Dice che i DS sono ladri più di lui (perchè fanno i moralisti). Non è vero nulla, ma gli unici che possono smentire (i giudici), non possono parlare.
Caso B: inventa. Getta fango. L'onere della prova è a carico degli inquirenti. Finchè vengono svolte le indagini, le elezioni ormai saranno passate. Nel frattempo il sospetto diventa certezza, grazie anche al battage mediatico messo in piedi dai suoi "megafoni" di famiglia (1 - 2 - 3 ) e, l'ovvia conclusione della pubblica opinione, sarebbe che "sono tutti uguali anzi, i DS sono peggio, perchè fanno anche la morale".
In entrambi questi casi ipotetici (ma non campati per aria) c'e' un elemento inquietante. Qualora uno dei due si rivelasse corretto, cosa succederebbe al nano?? Come potrebbe pagare le conseguenze delle sue calunnie?? Se non paga quando è palese la colpevolezza, come si puo' combattere un comunicato pubblico (di nulla, lui stesso lo ha riconosciuto) teso solo a infangare gli avversari? Mah...paese strano!!!
venerdì, 13 gennaio 2006
Cinque mie strane abitudini
Ringrazio il caro enri per avermi coinvolto in questo outing multimediale...
[Regolamento: Il primo giocatore di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo “Cinque tue strane abitudini”, e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere 5 nuove persone da indicare e linkare il loro blog. Non dimenticate di lasciare un commento nel loro blog che li avverte di essere stati scelti.]
Le mie "fissazioni" sono le seguenti:
1) Se, camminando sotto un porticato o varcando una porta, calpesto uno zerbino, non posso fare a meno di strisciare i piedi. Questo, ed è questa la stranezza, capita anche con le passatoie rosse natalizie poste davanti ai negozi... tutta la camminata la faccio strisciando i piedi;
2) L'ordine con cui consulto i siti al mattino è ferreo. Se, per un malaugurato caso, uno dei server non risponde, la catena s'interrompe. La vedo quasi come un cattivo auspicio;
3) Quando mi soffio il naso faccio un rumore incredibile;
4) Mi addormento in un'unica posizione... par capirci, tipo salma;
5) [Che fatica!!!
] Quando sono concentrato mi "torturo" il pizzetto.
I prossimi nominati sono: http://thegolem.splinder.com/ http://alexperry-freeland.splinder.com/http://lucanellarete.splinder.com/ http://riflettendoci.splinder.com/ http://lucavirgili.splinder.com/
giovedì, 12 gennaio 2006
Tessera numero 1816
E' innegabile. Bertinotti è un politico. Ed anche un grande comunicatore. Nella puntata di ieri sera, che ho solo seguito nella seconda parte (sono andato alla presentazione dell'ultimo libro di Marco Travaglio, "Inciucio"), ha dato, una dopo l'altra, una serie di batoste al venditore di pentole di Arcore. Complimenti!!
Alcuni "non-interventi" di Bertinotti mi hanno fatto fremere. Erano le contestazioni che avrebbero creato un'insabile epistassi di voti al Boss. Ma, si sa, in Italia il "colpo di grazia" non va per la maggiore. "Il comunista" per esempio, quando "il liberale" ha cominciato a parlare di Unipol, della scalata, delle informazioni in possesso del Premier rivelate da Vespa e non in Procura, avrebbe potuto zittirlo ricordandogli la SUA presenza nelle tre scalate (illegali) che hanno segnato questo anno appena conclusosi. Bertinotti avrebbe potuto ricordare a Berlusconi che, persone a lui molto vicine, hanno rastrellato azioni coi suoi soldi per scalare non solo Unipol, ma anche l'AntonVeneta e il gruppo RCS. Ma non l'ha fatto. Non sono fatti dimostrati. Solo il nano puo' permettersi di fare il misterioso vantando la conoscenza di segreti che fa intuire a Vespa (che non replica) ma non ai magistrati. Stili diversi.
Il secondo (e dimostrato, questa volta) fatto taciuto da Bertinotti contro bellachioma è stata l'affiliazione ai cosiddetti "poteri oscuri". Quando l'esimio direttore DeBortoli ha chiesto quanto in Italia contino le risorse della massoneria, Berlusconi ha detto che, per quanto ne sappia lui (che non sa nulla di Massoneria), non conta nulla. Falso, of course. Bertinotti non replica. Vespa cambia discorso.
Per il resto, sfiderei qualsiasi berluscones a sostenere la correttezza, la bontà, lo spirito demoacratico che anima il nano. Vedi la rassegna stampa ( 1 - 2 - 3 - 4 ).
Berlusconi è un arrogante ignorante. Spaccia, abituato com'e' alle sue convention, per verità delle misere lacune in storia: la provvida, e sempre fashion, concezione distorta e terrificante di comunismo; la collocazione "greca" di Paolo di Tarso; il nome di battesimo di "Donald" Reagan e, ciliegina, l'assioma "Zapatero non è asolutamente credibile nel mondo" (tempestivamente corretto da Bertinotti che gli ha fatto notare "che se sei inviso agli Stati Unit, o meglio a George dabliù, non necessariamente non hai credibilità").
Bertinotti, quasi da commuoversi, gli ha fornito tutta una serie di riforme strutturali che servirebbero al Paese per tornare competitivo. L'ha sbugiardato su tutte le sue convinzioni dogmatiche relative a tasse, giustizia, lavoro e trasporti. Gli ha spiegato che se il 50% della ricchezza è in mano al 10% delle famiglie, qualche cosa non funziona. Ha reso lampante l'assurdità della tassazione al 36% dei redditi di chi, come operai ed insegnanti, guadagnano pochi euro, mentre chi, come Ricucci, con le sue speculazioni borsistiche (che non creano nemmeno ooccupazione) abbiano una tassazione al 12%.
Insomma, sono bastati proprio pochi ragionamenti per svergognare il più marchettaro e provinciale e arraffone dei governi saliti a Palazzo Chigi in 50 anni di Repubblica.
giovedì, 05 gennaio 2006
Cominciamo bene
Nuovo anno. Stessa zuppa.
Almeno, il mio 2006, comincia con una risata. Infatti, a leggere di Berlusconi che dice che nella politica c'e' un intreccio inaccettabile con gli affari, non poteva che scatenarmisi un riso. Isterico. E rassegnato.
Non scivolerò nel qualunquismo, non materializzerò i peggiori timori della nomenklatura diessina dicendo che "sono tutti uguali". Mi limiterò a sostenere che sono molto simili. Perchè alcune differenze ci sono, è innegabile.
Quando Prodi risponde al boss con un timido: "uno come lui è meglio che non parli di affari e politica", mi fa solo cadere gli "attributi" a terra. E questa è una differenza: Silvio attacca. Prodi piagnucola.
Per l'ennesima volta in questa legislatura (e per la prima volta nell'anno nuovo), la sinistra (o il centrosinistra, se volete) ha perso l'occasione per infliggere un duro colpo alla casadellalibertàprovvisoria. E invece, anzichè essere chiari, il Manifesto, come Rutelli, prendono le distanze, fanno i distinguo, indeboliscono la compagine. Come al solito.
Eh, si! Se il boss fa la morale, Prodi avrebbe dovuto zittirlo con l'amarcord della vergogna italiana.
Avrebbe dovuto far notare che, nei vari casi delle scalate bancarie, non c'e' alcun indagato nella Quercia, ma solo, al momento, nella Cdl.
Avrebbe dovuto elencare le nefandezze sin qui compiute dal Boss di Arcore.
Avrebbe dovuto partire dall'inizio, dai cosiddetti "primi cento giorni" del governo in carica: Donazioni e tasse di successione, rientro dei capitali dall'estero, rogatorie internazionali, falso in bilancio, i condoni tombali e i concordati-truffa. E poi, sempre Prodi, il leader, avrebbe dovuto continuare con tutti gli altri scandali perpetrati dai suoi accoliti leccapiedi servimuti: Giovanardi ed il gemello con il business degli immegrati e dei loro centri di accoglienza; Lunardi con le varie "grandi-opere"e grandi appalti che si intasca, lui e famiglia; i decoder incentivati, finanziati e distribuiti dal fratello-ombra del nano; i cocainomani nei ministeri, e così via. L'elenco, francamente, è troppo lungo: ma penso che questo compendio sarebbe stato sufficiente a zittire qualsiasi moralista ruffiano e spergiuro.
E' possibile che un "signor nessuno" come me debba essere più preciso (e spietato) del leader dell'opposizione? No, non è possibile.
E' proprio in questo che "loro" sono simili. Ormai, tutti questi personaggi sono abituati al potere. A decidere e dimenticare di essere ELETTI, e non investiti divinamente dal potere. Qualsiasi fatto riceve sempre una reazione non commisurata alla gravità. Violante, rinfaccia a Silvio di aver mantenuto fede all'accordo segreto di non toccargli le televisioni. Prodi parla di Pacs, ma poi non ne parla più. Berlusconi riceve l'ennesimo avviso a "comparire" e la notizia viene immediatamente dimenticata... le facce sono sempre le stesse.
Sottoscrivo l'idea di Beppe Grillo: imporre un massimo di due legislature a ciascun deputato. Poi, a casa. Il Politico tout-court deve finire. Le investiture a vita sono da monarchia, non da democrazia.
Questi stanno preparandosi al primo, vero "patto trasversale". Dal 2006 non ci sarà più governo ed opposizione. Ci saranno loro contro il resto del paese. E noi?
Noi continueremo a lavorare per mantenerli.