mercoledì, 28 dicembre 2005
Giorni di Travaglio



In giornate come queste, dove le notizie diventano inestricabili come gineprai, dove senti l'esigenza di capire, senza averne le capacità, cerchi un barlume di chiarezza. Scavi tra i miliardi di documenti, pagine, parole, testi , per trovare qualcosa che, in qualche modo ti possa rinfrancare, rassicurare.

Ho cercato e trovato Marco Travaglio.

Travaglio mi piace perchè non piace alla destra del boss di Arcore: è l'unico ad aver capito da dove arriva Berlusconi.
E mi piace perchè non piace nemmeno alla sinistra: dice di trovare molto strani, e ne spiega i motivi, i tanti "inciuci" che legano un governo (di entrambi gli schieramenti) ad un'opposizione (di entrambi gli schieramenti).

E' stato difeso dal nuovo direttore de L'Unità, Antonio Padellaro, in questa intervista rilasciata ad Antonio Sabelli Fioretti. Padellaro spiega che piace tanto ai lettori, alla cosiddetta "base", ma risulta inviso al "partito". I sentimenti che suscita sono così stridenti che i suoi scritti sono costati il posto da direttore a Furio Colombo. Ma fa vendere tante copie del giornale che, fino a pochi anni fa, faticava a rastrellare inserzionisti.

Ha una capacità analitica, una memoria ferrea ed un eloquio tagliente. Alcuni esempi, molto recenti, li ho trovati qui.
Ho letto alcuni suoi libri ed ho partecipato a qualcuno dei suoi incontri/dibattito. Si capisce cosa dice e, coi tempi che corrono, solo questo sarebbe sufficiente a spegnere la tivu per andarlo a sentire.
A questo proposito, per chi fosse interessato, e fosse della zona, Marco Travaglio sarà ospite di un'associazione socio-culturale della provincia di Torino, il "circolo Berlinguer". 11 Gennaio 2006, alle ore 21. Borgaro Torinese. Via Diaz 15.

Un piccolo compendio di una delle sue ultime presentazioni del libro, l'ho trovata qui.

Non dobbiamo lasciarci tentare dal qualunquismo, ma non possiamo nemmeno foderarci gli occhi e sposare cause che sono tutto, fuorchè nostre.

PS:
Piccola chicca di amarcord, scritta da "Berlusconi" a Marco Travaglio nel 2002.
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giovedì, 15 dicembre 2005
Markette



L'unico giornalista italiano equilibrato e bi-partisan (auto-definitosi), durante la presentazione del suo ultimo libro ha ospitato il nostro caro Presidente del Consiglio. Vespa e i suoi libri sono stati solo il condimento. La portata vera e propria, per non smentirsi, l'ha portata il Premier.

Bisognerebbe dedicare un post ad ogni singola riga di quanto detto durante la conferenza stampa. Oppure, se noi tutti ne avessimo la possibilità, dovremmo istituire delle class-action e querelare Berlusconi per ingiurie, diffamazione, minacce, spergiuro, circovenzione d'incapaci e quant'altro. Ma non la spunteremmo, comunque.

Nel miglior stile da "cummenda", col sorriso da botulino, ha dedicato alla platea di giornalisti muti e sordi, il proprio corollario di convinzioni e verità. Gli sembra impossibile che l'Italia e gli italiani possano essere così stupidi da votare per chi, quando c'era il muro, stava dalla parte sbagliata. Riesce a rimanere serio anche quando dice che, nel caso di vittoria del centro sinistra, in Italia non ci sarebbe proprio una dittatura, ma, quantomeno, una forma amorfa di democrazia. Il loro (suo e di Vespa) rimanere seri deriva dall'allenamento e dalla pratica. Dalla notte dei tempi, i duetti di attori comici, dopo aver provato e riprovato le stesse commedie, non ridono più delle proprie battute... e questa coppia è affiatata. Si sa.
La kermesse marchettara s'e' conclusa con le solite minacce ai dissidenti, interni alla coalizione o appartenenti all'opposizione.
Nulla di nuovo, insomma.

Ora. Detto questo, 
mi piacerebbe che Prodi insieme ai leader del centro sinistra non commettano il solito errore. Che non rispondano, che non commentino. Che si rendano conto che da 5 anni a questa parte Berlusconi, Vito, Nania, Bondi, Gasparri, LaRussa e compagnia starnazzante hanno trasformato la politica (di per se già in condizioni gravi) in una sequela infinita di riunioni condominiali. Urli, insulti personali, recriminazioni infantili e così via...

Che non accetino di battersi su questi terreni. Berlusconi dice che è stupido chi vota a sinistra? Che Prodi risponda che stupido è chi crede che la riforma elettorale non sia una trappola. Che ribadisca i progetti programmatici per il nuovo governo. Che dica che il benessere potrà essere portato in Italia, ma non sarà facile e non sarà subito... insomma... siamo in tanti a non credere più alle favole.
Forse, di stupidi, ce ne sono meno di quanti creda il "cummenda".
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giovedì, 27 ottobre 2005

44 Gatti in fila per 6 col resto di 2...

Alcuni stralci tratti dall'ultimo libro di Bruno Vespa: "Vincitori e Vinti"

"Prevediamo di far rientrare i nostri soldati dall'Iraq a gruppi di 300, tranne gli ultimi 1000, che torneranno tutti insieme" [...]

"Lavoriamo, d'accordo con gli alleati, a un programma chiamato 'strategia del successo'" ...

...mah, l'avrei chiamato "il polo del lusso della Guerra". Almeno confindustria avrebbe preso atto dell'esportazione dell'eccellenza del MadeinItaly.

"Bruno Vespa, l'uomo detto 'Chi striscia, non inciampa!' "  - Beppe Grillo

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