martedì, 05 settembre 2006


Dice bene D'Alema:
«Sulla Rai mi domando se non siamo stati troppo buoni: anziché occuparla ci siamo occupati di politica estera. Alla direzione del Tg1 c'è ancora Mimun, a quella del Tg2 c'è ancora Mazza, e così in tutti gli altri incarichi. È chiaro però che non può durare così all'infinito». Purtroppo, però, sono solo parole.

E queste parole, insieme alle notizie di questa mattina sulla Rai, fanno riemergere in me il solito dubbio.

E' possibile che
, così agguerriti, così scandalizzati, così indignati, questi politici che abbiamo votato ad Aprile, ora si riscoprano mediatori e diplomatici??
Il precedente governo, ben consapevole del potere della tv, ha, come prima cosa, scardinato tutti i ruoli chiave e li ha occupati con personaggi "di fiducia", amici insomma.
Ci siamo tutti quanti scandalizzati per , i sostituti di Santoro!
Ci siamo tutti quanti schifati  per i "paninoni" del buon Pionati (che ora, da onorevole, fa anche il diplomatico!!).
Siamo tutti inorriditi di fronte alle purghe che hanno colpito Luttazzi, Rossi e compagnia!!
 
Eppure, ora, questo "nuovo" governo cerca la mediazione. Cerca il dialogo.

E francamente ne sono disgustato.
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martedì, 29 agosto 2006


Ci sono misteri che non riesco a spiegarmi.
Non parlo di quelli che tenta di raccontare il buon Lucarelli, e nemmeno dei cerchi nel grano.
 
Sto parlando di certi personaggi che "infestano" la tv pubblica, in smaccata e vergognosa attività marchettistica, senza che se ne capisca la "pubblica" utilità.

Mi è capitato proprio oggi pomeriggio, qualche minuto prima delle 15, di fare zapping e capitare su rai 2.
Era presente un nutrizionista (?), farmacista (?), guru(?), non saprei come definirlo che, spalleggiato da una sognante simonataglichehavistolaluce, parlava di cibo, di alimentazione.

Premetto che (ancora per poco!!) ho un lavoro e quindi non ho potuto dilungarmi nella visione, ma il personaggio è noto. L'ho già visto altre volte in rai, anche durante un "porta a porta",  intervistato da quel pezzo di giornalismo incarnato da Bruno Vespa.

Le perplessità che s'affollano, in attesa di calcolo, davanti ai miei pochi neuroni sono molte ed ingenue.

Chi è costui per definire un fisico come quello di Simona Tagli come "cicciotto"?! Tra l'altro, in una fascia oraria dove ci sono molte adolescenti a seguire, e poche mamme a vigilare?!?
Chi è costui per presenziare con nome, cognome, qualifica (?) e sito internet in cui fornisce tutti i dati per un consulto... a pagamento.
Come si fa a ricevere tutta questa pubblicità, senza che ci sia la dicitura "messaggio promozionale"?!?

Non so, ma vorrei che qualcuno cominciasse a mantenere quelle promesse di repulisti che si sentivano fino all' 8 aprile scorso.

Ripulita la tv pubblica, dentro e fuori i telegiornali, forse potremo cominciare a ragionare sulla qualità dell'informazione in Italia.

Buone cose.
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mercoledì, 23 agosto 2006


Vorrei raccontare le mie vacanze.
Ma non voglio ammorbare nessuno imponendo la classica sfilza di fotoraccontianeddoti.
L'unica soluzione,pertanto, è che ne faccia un report qui, e chi vuol leggere, legga.

Il viaggio s'è svolto dal 5 al 20 Agosto. Meta: Spagna e Portogallo. Compagnia: la mia dolce metà.

Partenza alle 6 del mattino del 5 agosto alla volta di Sabadell (a nord di Barcellona)... anche se Barcellona non l'abbiamo vista: quel giorno avevamo fatto un miliardo di chilometri di coda in francia e l'indomani avremmo avuto altri mille chilometri da fare per raggiungere l'Andalusia. Peccato!! Dicono tutti che sia bellissima: sarà per la prossima volta.

Già solo il viaggio è stata un'esperienza. La parte meridionale della Spagna è un deserto roccioso!! E' vastissima: si viaggia per centinaia di chilometri attraverso il NULLA!! E' un continuo saliscendi attraverso valli e innalzamenti. Ed è ARIDISSIMA!!

Dopo esserci fermati a dormire una notte a Sabadell ed una ad Almerìa (dove abbiamo visitato l'imponente Alcazaba che sovrasta la città), il 7 abbiamo raggiunto Granada.

Granada è bellissima... ma deve essere visitata a piedi, al massimo coi mezzi pubblici!!Il solo raggiungere l'albergo e parcheggiare è stata un'impresa titanica!! Calli strettissime, vicoli ciechi, sensi unici e svolte improbabili...

Assolutamente da non perdere è la visita all'Alhambra. Vedere l'Alcazaba, il giardino Generalife e i  Palazzi Nasridi, richiede non meno di mezza giornata e i biglietti vanno comprati prima, tramite il sito del Patronato de l'Alhambra. Alhambra a parte, Granada non offre altre attrazioni particolari da visitare: l'atmosfera che aleggia per le viuzze e i vicoletti, rende le passeggiate piacevoli e abbastanza romantiche.
A Granada siamo rimasti due giorni. Abbiamo dormito in un albergo davvero economico, sia nel costo che nella qualità offerta.
La sopravvivenza mangereccia costa mediamente meno che in Italia: non era difficile trovare ristoranti con menu turistici (ottimi) a meno di 10 euro a persona. Devo però fare una precisazione: questa nota economica è molto più valida per me che vivo nel nord italia, che non per chi vive in meridione. Lo scorso anno ho girato tutta la nostra bella penisola in moto e, scesi sotto la Toscana, i prezzi per mangiare fuori si sono ridotti drasticamente!! Ma torniamo a bomba...

Lasciata Granada, ci siamo mossi alla volta di Cordoba. La permanenza è stata brevissima. Il tempo di fare una passeggiata nei pressi della Muralla de la Calle Cairuan, un paio di rilassantissime ore trascorse in un bagno arabo e, d'obbligo, una visita all'imponente Mezquita.

Da Cordoba ci siamo spostati a Siviglia, dove avevamo l'albergo prenotato. Purtroppo la visita a Cordoba aveva richiesto più tempo del previsto e quindi non abbiamo avuto il tempo di visitare alcunchè in questa, penso, bellissima città. Siamo arrivati tardi, stanchi e per la strada c'erano 42 gradi!! Ci siamo rifugiati nell'aria polare dell'albergo, ripromettendoci di ritornare a Siviglia per visitare almeno la Torre della Giralda.

A questo punto del viaggio la stanchezza ha cominciato a farsi sentire. Avevamo pianificato un sacco di strada da percorrere, un sacco di cose da vedere e, cosa un po' più stressante, un sacco di spostamenti da un albergo all'altro. Non sembra, ma cambiare letto quasi tutte le sere, alla lunga stressa.

Al momento di organizzare il viaggio, c'era venuto il sospetto che, a questo punto, ci sarebbe stato un calo dell'energia. In mezzo a tutte queste caldissime città, avevamo previsto un soggiorno di 6 giorni al mare, in Portogallo.
Il viaggio per raggiungere la meta portoghese è sembrato molto più lungo dell'effettiva distanza coperta.

L'ingresso, prima in Portogallo, poi nel paese (vila real de santo antonio) in cui avevamo prenotato l'abergo, e poi l'ingresso nell'abergo stesso, ci  hanno provocato un'iniziale punta di sconforto.

E' un Paese totalmente diverso dall'Italia. Ed molto diverso anche dalla Spagna.
L'architettura delle costruzioni (basti guardare le foto dell'albergo), così come l'arredamento degli interni era troppo elaborato per i nostri gusti. A tante persone piacciono i baldacchini, gli intarsi, il legno scuro, e così via. A noi, purtroppo, no.
Poco male. Tanto in Portogallo volevamo fare solo ed esclusivamente vita da spiaggia.

E così abbiamo fatto.

O meglio, dormivamo in Portogallo, ma in spiaggia andavamo in Spagna. Le spiagge vicine al nostro albergo non avevano nulla da invidiare ai bagni riminesi!! Spiaggia chilometrica. Un miliardo di persone una sull'altra. Venditori urlanti, che ininterrottamente proponevano i loro bomboloni con o senza crema...
un delirio, insomma.

Mi avevano avvisato che l'Algarve era una zona stracommercialeturistica e, effettivamente, così l'abbiamo trovata!! Non fraintendetemi. La mia opinione sul Portogallo non è irrimediabilmente negativa. Tutt'altro. Mi riprometto di tornare per visitare il nord, le grandi città, e tutto quello che ha da offrire. Sono stati solo alcuni dettagli a non incontrare il nostro gusto. Per il resto, concedo il beneficio del dubbio!!

Comunque, tornando alla spiaggia, dopo alcuni tentativi abbiamo trovato una splendida spiaggia spagnola, Isla Cristina. Vi si accede parcheggiando l'auto su una "provinciale" che corre lungo la costa, si attraversa una piccola pineta e si arriva alla spiaggia (lo scenario è quello tipico dell'Emilia Romoagna o della Toscana, per capirci).
Le spiagge oceaniche, con la bassa marea, sono vastissime. Bisogna percorrere centinaia di metri prima di raggiungere la battigia. Le cose cambiano, e non poco, con l'innalzarsi della marea. Era incredibile che ci fossero ogni giorno decine di persone che si lasciavano sorprendere dalle onde... ve l'assicuro, non erano pochi!!

Questi giorni marini sono scivolati via tra ozio, colazioni pazzesche (un punto a favore dell'albergo!!), mare, sole e mangiate a costi ridicoli di pesce e carne alla griglia. Non abbiamo mai speso più di 8 euro a cranio per cene più che abbondanti!!

Più per fortuna che per calcolo, nel momento in cui cominciavamo ad averne abbastanza di Vila Real de Santo Antonio, era giunto il momento di rimettersi in viaggio.

Abbiamo raggiunto Madrid che, come tutte le capitali, ha una viabilità molto complessa (grazie navigatore!!). Girando per i vialoni madrileni, spiccava il numero spropositato di pullman e taxi.

Madrid è bellissima. E' una città imponente, pulita, piena di gente. Si passa con repentinità da piazze gigantesche a vicoletti stretti, tortuosi e pieni di localini bellissimi.
Ci siamo immediatamente pentiti di aver organizzato una permanenza di solo 1 giorno e mezzo. Il proposito è ritornarci (magari prima del Portogallo e di Siviglia!!) e visitarla per benino.
Appena arrivati in albergo, nel pomeriggio del 16 Agosto,  abbiamo lasciato le valigie in camera, ci siamo fatti indicare dal portiere la fermata dell'autobus più vicina, e ci siamo fatti un rapido giro del centro.
Avevamo deciso che il giorno seguente avremmo preso uno di quei bus turistici, che ti fanno fare il giro della città, con l'auricolare spiegano ciò che si vede e ti danno la possibilità di salire e scendere a piacimento.
Purtoppo, però, il giorno dopo ci siamo svegliati con la pioggia. Bus turistico, addio.

Abbiamo quindi "ripiegato" su una visita infinita al museo del Prado.
Tantissimi quadri da guardare, stupore nell'ammirare da vicino alcune bellissime opere di Raffaello, Caravaggio, Velazquez, Goya e tanti altri.
Contemporaneamente alla normale esposizione, c'era anche una mostra di opere di Picasso.
Ora, non vorrei risultare offensivo, ma proprio non riesco a guardare prima un quadro così, poi uno così, e dire che il secondo è "arte" quanto il primo!! Opinione personale, of course!!

Purtroppo, con la partenza da Madrid, è giunta anche la fine della vacanza. Il viaggio infinito per rientrare in auto, ha richiesto la sosta di una notte a nimes, in Francia. Abbiamo dormito in un alberghetto tremendo. Talmente brutto e scomodo e rumoroso che alle 6.30 ci siamo svegliati e rimessi in viaggio!! Siccome ci trovavamo solo a 450 chilometri da casa, visti anche i costi elevatissimi per autostrade francesi e traforo del Frejus, abbiamo deciso di percorrere le statali e rientrare in Italia dal Monginevro. Ci abbiamo messo SOLO 6 ore (!!)

Il viaggio nel complesso è stato affascinante, e, a qualcuno sembrerà impossibile, rilassante.
Si stacca decisamente la spina quando ci si sposta, ci si immerge in scenari totalmente diversi dall'ambiente in cui si è abituati a muoversi. La mia ragazza non aveva mai fatto un viaggio del genere: dice di essersi divertita e di essersi trovata meglio di quanto si aspettasse. Dice (ehehe).

Complessivamente abbiamo percorso all'incirca 4700 chilometri. Gli alberghi in cui abbiamo dormito non sono mai costati più di 35 euro per la camera, a notte.

Al rientro in Italia, mi sono sentito nuovamente a casa!!

Al primo telegiornale che ho visto m'è tornata la voglia di partire.

Buone cose!!
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martedì, 22 agosto 2006


Ci riprovo.

Con la fine delle vacanze, con i buoni propositi di settembre, influenzato dalle mille pubblicità di raccolte, fascicoli, corsi, et similia, ho deciso di riprendere "l'attività".
Dall'ultimo post di marzo, nel mondo ed in Italia sono successe un sacco di cose. Che però non mi pare abbiano portato chissà quali rivoluzioni, stravolgimenti, rinascite. Anzi.

Ma non voglio partire, o meglio, ripartire col piede sbagliato.
 
Il convegno di Comunione e Liberazione che immancabillmente organizzano a fine agosto, non aiuta certo l'umore. Non aiuta nemmeno constatare il bigottismo bipartisan che governa l'Italia. Ma tant'è.
Tempo per arrabbiarsi ce ne sarà, e occasioni pure.

Spero di riallacciare i rapporti con tutti gli amici conosciuti precedentemente.
Spero di trovare ottimismo ed energia, a differenza di quanto si vedeva alla fine della scorsa legislatura. Spero, più di tutto, che il tempo ci porti quei cambiamenti che in tanti reclamavamo a gran voce solo 6 mesi fa!!

Buone cose!!
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martedì, 18 aprile 2006
Mi ricollego giusto il tempo per salutare quanti, fino a qui, hanno letto i miei pensieri.
Purtroppo, per tanti altri impegni nel mondo tangibile, ho deciso di mollare per qualche tempo l'esperienza del blog.
Ho conosciuto persone fantastiche che, coi loro post, hanno dato un'interpretazione diversa dei pastoni fornitici dai telegiornali!!
Vorrei dedicare un saluto particolare a Lucanellarete, uno dei più assidui frequentatori del mio "salotto". Un saluto anche ai miei "commentatori" di fiducia: Nat, Arthas, Ste e quant'altri.
A tutti gli altri bloggers: non mollate!! Nonostante il fatidico 9 Aprile sia arrivato e sia passato, mi sembra che l'aria non si sia fatta più "respirabile"!! Ho paura che alcuni sfrattati proprio non vogliano sgomberare i locali... bisogna aprire gli occhi e non abbassare la guardia...
Parafrasando un pensiero di Daniele Luttazzi: c'e' bisogno di gente libera, in questa Italia di merda !!!

Ciao a tutti!! Luca.
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lunedì, 20 marzo 2006


Di solito non faccio rassegne stampa nude e crude. Mi piace condire quanto letto con le mie personali opinioni.
Oggi però, riporto, con copia/incolla, quanto scritto sul "Guardian" il 6/2/06. E' lungo da leggere, ma è l'opinione che dell'Italia si ha all'estero. Non vedo l'ora di vedere se (e quanti!) al 9-10 Aprile avranno capito il reale pericolo che il nano ed i suoi servi rappresentano per il nostro Paese.


A Berlusconi victory would be as damaging as was Bush's
The Italian leader is not fit to hold high office, and activists worldwide should join to ensure his election defeat

Tristram Hunt
The Guardian


In typically vulgar style, Silvio Berlusconi committed himself last week to sexual abstinence until the Italian general election on April 9. Unfortunately, Mrs Berlusconi's well-earned break promises to come at the expense of European politics. For a determined Berlusconi could well win himself another term in office.
Some 15 months ago the global progressive community headed to America in a forlorn attempt to unseat President Bush. From Europe, Canada and Asia thousands of angry activists joined the Democrat campaign. Even the Guardian got in on the act by targeting the voters of Clark County, Ohio. Now, with greater effort, the same campaigning enthusiasm needs to be directed towards Italy - as with the US elections, as much for our sakes as for theirs.


In the run-up to the 2001 Italian poll, the Economist listed a litany of charges Berlusconi was under investigation for. Famously, the normally reserved magazine concluded he was "not fit to lead the government of any country, least of all one of the world's richest democracies". Although Berlusconi responded with a libel claim, which is so far unresolved, his record in office has only served to confirm their verdict.
Above all there has been the systematic abuse of the legislature for his own ends. Deploying his substantial majority in parliament, in 2003 he altered the law to give high-ranking state officials (such as the prime minister) legal exemptions. More recently, he has further attempted to cow prosecuting authorities with an attack on judicial independence. The usually pliant President Ciampi called the legislation "blatantly unconstitutional".

Berlusconi's serial misuse of the political system ranges from the parochial to the constitutional. He overhauled the planning system to cover up the environmental damage his gargantuan villa had inflicted on the Sardinian coastline. And six months before the April poll he introduced a wide-ranging series of electoral reforms. These would have the effect of denying the opposition an outright victory as well as returning Italy to the worst years of PR instability.

Yet he has always been more than just prime minister. In addition to holding executive power, he is a publisher, newspaper proprietor, football magnate, property developer, advertiser and, above all, television mogul.

Despite all the sweet talk before 2001 of divesting himself of conflicting interests, Berlusconi has tightened his control over the Italian media. Satirists have been driven off the airwaves, while his 90% control of television channels eliminates any pretence of political balance. In one 15-day period last month, Berlusconi enjoyed three hours and 16 minutes of airtime compared with his rival Romano Prodi's eight minutes.

Yet by far the most distasteful element of Berlusconi's governance is his sotto voce sympathy for neo-fascism. Among numerous gaffes during the EU presidency, perhaps the most startling was his comparison of a critical German MEP to a Nazi guard. It was all the stranger since, back in Italy, Berlusconi enthusiastically embraces the far right.

The neo-fascist National Alliance is a core component of his electoral coalition with its distasteful leader, Gianfranco Fini, serving as foreign minister. As a result, the government has recently announced plans to accord some of Italy's worst wartime fascist combatants the same honour as resistance fighters. Then there are the knowing political utterances that give a nod to the neo-fascist constituency - such as Berlusconi's description of footballer Paolo di Canio as "un bravo ragazzo" following his fascist salute to Lazio fans.

Should any of this concern us? Berlusconi's government might be unattractive, yet it is hardly likely to dictate our own politics in the same way as the American presidency. True. But this would be to ignore the growing geo-political influence of Italy, which, with Berlusconi at its helm, has rarely been deployed for the good. Leaving aside his ardour for neoconservative military adventurism and belief that western civilisation is "superior to Islam", Berlusconi's administration has serially hampered the EU's diplomatic agenda - not least in regard to human rights abuses in Chechnya and illegal Israeli actions in East Jerusalem.

So the left should be bold about intervening in this election: stretching back to the 19th century, liberal internationalism has long been the purview of European progressives. Presidents and prime ministers should not be surprised that with quickening economic and cultural globalisation there follows a desire for global political activism. More advantageously, in terms of British politics, unseating Berlusconi would also mean removing from temptation one of the more troubling characteristics of our own prime minister - his personal predilection for rightwing plutocrats.

However, April 2006 is already looking like November 2004. While Berlusconi might remain marginally behind in the polls, Prodi is starting to resemble John Kerry. His electoral coalition is mired in a banking fraud, and his capacity for indecision is assuming damaging proportions. When this is combined with Berlusconi's media manipulations and electoral gerrymandering, the results could be fatal.

British activists have a habit of obsessing over the minutiae of American politics. But the prospect of another Berlusconi government must focus attention on the vital importance of European politics. Committed progressives need to get involved now, and allow Mr and Mrs Berlusconi a return to full married life.
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lunedì, 13 marzo 2006


Nemmeno mezz'ora è durato il nano davanti ad una giornalista che gli ha rivolto delle domande. Lui, che fa sapere alla stampa internazionale di non subire gli effetti della vecchiaia, crolla come una maionese impazzita se le cose non vanno come vorrebe.
La versione in auge oggi, in Italia ( 1 - 2 ), è che l'Annunziata ha indebitamente aggredito il povero premier liberale non lasciandogli altra possibilità se non la fuga. Lo ha dettato bonaiuti pochi istanti dopo la ritirata del nano. E tutta la CdlP ha raccolto e ripetuto. Solo Follini, il rivoluzionario comunista bianco, ha deciso di prendere un po' di distanza dal boss. Ma senza esagerare!!
Per il resto, questo governo di scalzacani, ha dimostrato la solita incapacità di confrontarsi col mondo reale.
Abbiamo un premier che crolla, preda di crisi di nervi, di fronte a chi, facendo metà del proprio dovere, gli rivolge domande stringenti, imbarazzanti a muso duro (l'altra metà del dovere dell'Annunziata sarebbe stato opporsi alla cacciata dei fratelli Guzzanti... va beh...). Certo, Lucia avrebbe anche potuto puntare i piedi sulle notizie che riguardano il premier, più che sul galateo del "ritiri quella frase...ritiri quella frase"... purtroppo noi tutti, affamati di informazione, dobbiamo accontentarci di Lucia Annunziata: non c'e' rimasto molto altro.
L'Annunziata gli ha chiesto dei suoi affari (e anche delle accuse di corruzione), della guerra in Iraq ed ha preteso che il nano non svicolasse. La versione della CdLP, ovviamente, vede la giornalista come una violenta, comunista, irrispettosa, mentre, purtroppo per loro, andando a leggere le cronache della trasmissione di ieri, sui giornali stranieri ( 1 - 2 ), il fatto è interpretato in maniera totalmente diversa che in Italia. Tutti i quotidiani internazionali, questa mattina titolano "Berlusconi esplode in uno studio televisivo"... e non "Berlusconi fatto oggetto di violenza da giornalista di sinistra"!!
All'estero, chissa poi perchè, sono abituati a vedere giornalisti con opinioni forti che, quando mettono le mani su un leader politico, lo spremono come un limone. Non esistono i Vespa, le La Rosa, i Moncalvo, i Socci, e così via con la collezione di mostri...
e non esistono nemmeno i Petruccioli... che mi risulta inviso più dei nomi citati prima del suo...
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venerdì, 10 marzo 2006


Il "Governo dei Record" ha segnato un altro punto a suo favore: le dimissioni dell'ennesimo ministro-vergogna ( 2  - 3 ). I protagonisti, nelle intercettazioni telefoniche della Magistratura, forniscono un bel quadretto di "ciccio" e compagni.
E, proprio perchè ha dimostrato di saperci fare con le tecnologie, eviterò di citarlo per nome: ho paura che sappia anche fare le ricerche del proprio nome su Google!!
Come ministro della Sanità non ha prodotto proprio nulla: s'è abbuffato di pollo aggratis ed ha esercitato la sua mimica facciale, parlando dei rischi dell'aviaria. E' stato uno spreco di risorse economiche ed intellettive: il nano avrebbe dovuto metterlo al
Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, al posto del pugliese stanca. Altro che sanità: lì, tra le teconologie, il nostro "ciccio" avrebbe dato il meglio di sè.
L'ex ministro, ex governatore, (ex) fascista, ha dimostrato ciò che tutti hanno sempre saputo: se vuoi che ci sia giustizia, devi fartela da solo. E da solo (ma coi soldi di tutti) ha messo in piedi un
formidabile pool di investigatori, sapendo mediare tra forze pubbliche (due finanzieri, un poliziotto e due dipendenti di società telefoniche) e private, dimostrando così che una sapiente privatizzazione puo' portare ad ottimi risultati.
Tutti insieme, in un formidabile gioco di squadra, hanno messo in piedi operazioni da film di James Bond: pedinamenti, intercettazioni telefoniche ed ambientali, effrazioni nei comitati elettorali, intromissioni su sistemi informatici, furto di documentazioni legali, bancarie, mediche... insomma, tutto il necessario per raccogliere quanto di illegale o imbarazzante riguardasse gli avversari e potesse essere usato da "ciccio" per avvantaggiarsi alle elezioni regionali del 2005. C'è da dire, a margine di tutto questo, che le uniche irregolarità emerse da questo lavoro di intelligence, sono state le firme false messe insieme da Alessandra "Qui"... su Piero "Quo" non trovarono nulla...ma sono dettagli!!
Il massimo della vergogna di tutta la faccenda è lo svelamento del regime mediatico in voga in Italia da 5 anni a questa parte. L'arroganza con cui questa gentaglia commette reati, irregolarità ai danni di tutti e poi, con candore da vergini impaurite, vanno in tv a scandalizzarsi per la "Magistratura ad orologeria", per "le campagne denigratorie della sinistra" e così via...
Pasqua (uno degli arrestati, l'invstigatore privato) dopo aver confidato alla moglie Costanza la "zozzata" commessa, per tranquillizzarla sulla possibilità che qualche magistrato ci potesse mettere il naso, le dice:
"Ma tanto la questione è depenalizzata e quindi la useremo come un cavallo di battaglia, faremo la solita cosa: la magistratura se la piglia con i nostri esponenti, eh?...i nostri esponenti che controllano... noi controlliamo il corretto svolgimento democratico delle cose e voi ci date addosso? eh?... La gireranno così". Perfetto.
L'unico dubbio che mi resta è: c'è una fuga di ministri-vergogna in atto. Chissà quanti ne arriveranno al 9 Aprile? Ma, soprattutto, non poteva cominciare prima?!?
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lunedì, 06 marzo 2006


L'altra sera m'è capitato, facendo zapping tra i canali, di scorgere un frammento di "striscia la notizia". Faccione di Prodi sfocato, voce alterata, Greggio che lamentava i salti mortali a cui sono costretti in tempi di par-condicio. Stessa cosa per Panariello, che ci ha costruito su alcune gag fiacche, che non sono state d'aiuto nella salvezza degli ascolti del Festival di San Remo.
Fede, Giordano, Brachino, Rossella e tutti gli altri "professionisti" che servono il padrone di Arcore, si lamentano sempre delle difficoltà e delle ingiustizie che vengono generate da questa "legge liberticida", figlia della sinistra.

Poi, però, viene fuori che non solo tutti questi geni del giornalismo se ne fregano delle leggi, ma le violano con una tale arroganza da far sentire ingenuo chi, stupidamente, si ferma ancora ai semafori rossi o non scarica l'immondizia in mezzo alla strada.

Rete4 è abusiva, fuorilegge, dal 1997.  Il tg di questo canale abusivo è diretto da emilio fede che, si sa, è un cane ammaestrato. E' tendenza generalizzata sottovalutare l'importanzache fede puo' avere sulle coscienze, almeno le più distratte ed ignoranti. Il cucciolo del nano, dirige un tg seguito, alla peggio, da un numero doppio di persone rispetto a quelle che comprano il giornale più venduto... quindi di potere, anche il fido fede, ne ha!!

E non è solo il tg4 a costituire il dramma della comunicazione televisiva. E tutti i problemi non sono nemmeno solo nelle prime serate dedicate alle versioni integrali delle convention del boss... trucchetti e giochini ne fanno anche a Studio Aperto, al tg2, al tg5, al tg1 e su la7...
In tutti questi templi dell'informazione, il tempo dedicato al centro sinistra è quasi trascurabile, sia quantitativamente, sia qualitativamente.
Per capire a fondo le sottigliezze, bisogna fare una piccola digressione: il punto su cui la destra continua a battere per descrivere la vergognosità della par-condicio, sta nel fatto che per loro non sia giusto che tutti i partiti abbiano lo stesso tempo per parlare di sè. Per la destra è una vergogna che un partito col 25% abbia lo stesso tempo a disposizione di un partito costituitosi per la tornata elettorale successiva.
Secondo la casa della libertà sulla parola, a tanti voti, dovrebbe corrispondere tanto tempo a disposizione. Peccato però che, come al solito, puntano sulla cecità, sordità e stupidità del popolo italico.
Infatti, e torniamo al punto prima della digrassione, nel trattare i tempi del centro sinistra le reti del boss fanno vere e proprie magie. Si raggiunge la situazione paradossale in cui rifondazione comunista (come anche alternativa sociale della Mussolini) riesce ad avere a disposizione più tempo dei ds!! Così come la Mussolini, ha infinitamente più tempo a disposizione di An e Udc (ma questi sono i giochi di potere del nano liberticida.)!! Il risultato finale di questi salti mortali mediatici è che a forza italia viene dedicato il 35% del tempo, mentre ai ds (primo partito d'opposizione e secondo partito in assoluto) il 7.75%!!

Per finire, ciliegina sulla torta, i biscionidi, parlando del centrosinistra, nominano esclusivamente "l'Unione" non utilizzando mai, neppure se alla disperata ricerca di un sinonimo, "l'Ulivo"... il trucco sta nel fatto che alle prossime elezioni su nessuna scheda ci sarà scritto "l'Unione", mentre si presenterà alla Camera il simbolo unitario de "l'Ulivo".

E, tanto per fare chiarezza, riferendoci alle stesse tv, emerge che in questa campagna elettorale la dicitura "casa delle libertà" è sparita... ogni partito della coalizione di maggioranza, viene nominato per nome e cognome. Obblighi di proporzionale, insomma: ognuno per se e Silvio per tutti!!

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sabato, 04 marzo 2006


"Noi dobbiamo essere consapevoli della superiorità della nostra civiltà, che ha dato luogo al benessere e al rispetto dei diritti umani, religiosi e politici. Un rispetto che certamente non esiste nei paesi dell'Islam. Dobbiamo evitare di mettere le due civiltà, quella islamica e quella nostra, sullo stesso piano. La libertà non è patrimonio della civiltà islamica... La nostra civiltà deve estendere a chi è fermo ad almeno 1400 anni fa i benefìci e le conquiste che l'Occidente conosce... L'Occidente è destinato a occidentalizzare e a conquistare i popoli. L'ha fatto con il mondo comunista e l'ha fatto con una parte del mondo islamico... C'è una singolare coincidenza fra gli islamici e gli anti-global nella loro opposizione all'Occidente"

(Silvio Berlusconi a Berlino, due settimane dopo l'attentato di Al Qaeda alle Twin Towers di New York, 26 settembre 2001)



"Guai a uno scontro di civiltà. Va evitata l'irrisione religiosa"

(Silvio Berlusconi, 8 febbraio 2006)



Fonte: Carta Canta - Marco Travaglio
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